Forse non conoscevi la tragica storia dietro “Zombie”, il celebre brano dei The Cranberries, il loro legame con l’Irlanda o perché gli irlandesi sono famosi per la loro cordialità.
Sapere da dove veniamo e come è iniziato tutto è fondamentale. In questo articolo ti raccontiamo in breve la storia e l’evoluzione di Dublino e dell’isola d’Irlanda: dalle radici celtiche all’attuale divisione politica, così potrai comprendere meglio la struttura e lo spirito di questa città che ti accoglie a braccia aperte.
L'isola d'Irlanda nel mondo
L’Irlanda è la terza isola più grande d’Europa: si trova a nord-ovest del continente ed è circondata da centinaia di isole e isolotti più piccoli.
È composta da quattro province, che a loro volta comprendono 32 contee:
- Giallo: Munster
- Blu: Connacht
- Rosso: Ulster
- Verde: Leinster
Anche se oggi le province non hanno più una funzione politica, restano una parte importante dell’identità irlandese.
Attualmente l’isola è divisa in due Paesi: l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda.
Dal 1922 le contee di Londonderry, Antrim, Down, Armagh, Tyrone e Fermanagh appartengono all’Irlanda del Nord, mentre le restanti 26 contee formano la Repubblica d’Irlanda, un Paese indipendente.
Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda
La Repubblica d’Irlanda occupa cinque sesti dell’isola, mentre l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito, occupa il restante sesto nord-orientale.
Repubblica d’Irlanda
Capitale: Dublino
Superficie: 70.200 km²
Popolazione: 5.060.005
Lingue ufficiali: inglese e irlandese (gaelico)
Forma di governo: repubblica parlamentare
Valuta: euro (€)
Prefisso telefonico: +353
Irlanda del Nord
Capitale: Belfast
Superficie: 14.100 km²
Popolazione: 1.885.000
Lingue: inglese, irlandese e scozzese dell’Ulster
Forma di governo: monarchia costituzionale
Valuta: sterlina (£)
Prefisso telefonico: +44
Breve cronologia della storia irlandese
500 a.C. → Arrivano i Celti, una cultura che sfugge al dominio romano.
500 d.C. → San Patrizio arriva in Irlanda e porta il cristianesimo sull’isola.
800 d.C. → I vichinghi fondano Dublino, che domineranno per quasi tre secoli.
XII–XVI secolo → La Corona inglese controlla l’Irlanda attraverso gli anglo-normanni.
700 anni → La lotta per l’indipendenza dal dominio inglese.
1840 → La Grande carestia delle patate provoca oltre un milione di morti e un altro milione di emigrati.
1916 → Scoppia l’Insurrezione di Pasqua.
1921 → Viene dichiarata l’indipendenza e l’isola viene divisa in due Paesi.
1960 → Nasce il gruppo armato IRA, che punta alla riunificazione dell’Irlanda.
1998 → Viene firmato l’Accordo del Venerdì Santo, che segna la fine del conflitto armato.
2022 → Esistono ancora muri che separano cattolici e protestanti, anche se il governo irlandese promette di rimuoverli.
Lo sapevi che…?
La famosa canzone dei The Cranberries “Zombie”, scritta da Dolores O’Riordan, è un inno contro la guerra ispirato alla tragedia avvenuta il 20 marzo 1993 a Warrington, in Inghilterra.
Quel giorno una bomba dell’IRA (Irish Republican Army, Esercito Repubblicano Irlandese) uccise Tim Parry (12 anni) e Jonathan Ball (3 anni) e ferì decine di altre persone.
L’IRA era la principale organizzazione armata repubblicana cattolica dell’Irlanda del Nord, che per decenni ricorse alla violenza per tentare di separare il territorio dal Regno Unito.
In un’intervista del 2017, O’Riordan spiegò che “Zombie” era “la canzone più aggressiva che abbiamo scritto” e che parlava del dolore e della violenza che segnarono l’Irlanda negli anni Settanta e Ottanta:
“In your head, in your head, they are fighting… With their tanks and their bombs…”
Lo spirito cordiale degli irlandesi
Si dice che la cordialità irlandese sia il riflesso della sua storia. Dopo secoli di dominio inglese, carestie ed emigrazione, il popolo irlandese è riuscito a risollevarsi, costruendo un Paese moderno, prospero e orgoglioso della propria cultura.
Oggi l’Irlanda è un esempio mondiale di resilienza e una delle economie più solide dell’Unione europea.
Inoltre, dal 2009 è stata eletta per due volte il Paese più accogliente del mondo dai lettori di Lonely Planet.
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